Il vibecoding è passato in pochi mesi da fenomeno virale a pratica consolidata: si descrive il risultato desiderato, l'intelligenza artificiale genera il software e il perfezionamento avviene attraverso il dialogo. I benefici in termini di produttività sono evidenti. La criticità emerge quando, oltre la demo, il software deve entrare in produzione e gestire dati e documenti aziendali reali.
Cos'è il vibecoding
Vibecoding significa costruire software guidando un'AI in linguaggio naturale, più per intenzione che per specifica formale. Chiunque abbia un problema può ottenere un prototipo funzionante in ore, non settimane ed è la naturale evoluzione del low code, perché la barriera d'ingresso allo sviluppo crolla ancora.
Dalla specifica al prompt: cosa cambia
Il baricentro si sposta dalla scrittura del codice alla definizione dell'intento. Si amplia chi può sviluppare e si accelera la realizzazione.
Permangono invece le esigenze strutturali: controllo degli accessi, sicurezza, tracciabilità, gestione dei dati e transizione verso la produzione.
L'intelligenza artificiale può generare funzionalità e, in parte, anche regole di governance, ma applicazione per applicazione. Senza una base condivisa, ogni nuovo progetto ricostruisce da zero ciò che avrebbe dovuto valere per tutti.
Il lato oscuro: app in produzione senza governance
Il pattern tipico è sempre lo stesso, un team costruisce un'app in vibecoding, la mette in produzione, funziona. Poi cresce, con più utenti, più dati sensibili, più integrazioni, e ci si accorge che i permessi sono improvvisati, l'audit non esiste e la sicurezza va rifatta a posteriori, un'app alla volta. La velocità iniziale si trasforma così in svantaggio, e ogni progetto nuovo riparte dallo stesso collo di bottiglia ovvero la revisione di sicurezza.
Velocità senza perdere il controllo
La risposta non è frenare l'innovazione ma cambiare le fondamenta su cui si costruisce. Se permessi, gestione delle versioni e audit sono forniti dalla piattaforma sottostante, il vibecoding produce app veloci e già governate. La creatività resta libera mentre i guardrail sono di default.
Il ruolo di una piattaforma governata
È l'idea alla base di Cervio, costruisci le tue app e interfacce sopra un layer dove controllo degli accessi, sicurezza e governance dei dati sono integrati, via API, con la stessa regola per automazioni e agenti via MCP. Così ogni cosa che crei, anche in vibecoding, nasce sicura e tracciabile, invece di doverlo diventare dopo.
